Riordino partecipate: nessuna proposta presentata nei termini.

poltroneUn altro record si aggiunge a quelli dell’assessore tuttofare del PD: l’ennesimo termine non rispettato.
Il progetto di riordino e accorpamento delle partecipate era da presentare entro il 31 marzo 2015, ma non è stato presentato.

Se ne doveva discutere in una commissione bilancio convocata già per il 9 marzo 2015, ma i documenti non sono mai arrivati e la commissione saltò, come regolarmente accade da gennaio 2013 e da allora c’è stato solo il silenzio. Si scopre che in un ultimo decreto legge il termine del 31 marzo 2015 previsto dal governo su questa questione sia un termine ordinatorio, questo vuol dire che il termine fissato dalla norma ha, in un discorso amministrativo, un valore praticamente indicativo. Ecco quindi che visti i forti contrasti presenti in questa maggioranza sulla strada da intraprendere la questione sia ancora in alto mare. Saremmo curiosi di sapere quali considerazioni tecniche hanno fatto i dirigenti, ci aspettiamo forti criticità sull’ATAC, e quali idee diverse invece ha questa maggioranza in merito, visto che su questa questione ci starebbero lavorando da mesi.
Il rischio per alcuni o per molti è di perdere la poltrona. Si sa la corsa alla poltrone è nel dna di una certa vecchia politica, corsa per la quale abbiamo visto la grande fuga (Rogani / Cognigni) che di fatto ha impantanato la commissione bilancio, corsa nella quale abbiamo visto qualcuno provare pure a raddoppiarsi i compensi (Rogani - Gas Marca). Ricordiamo che la promessa fatta a gran voce in campagna elettorale di accorpare le partecipate in una sola azienda è stata un’altra delle tante bugie che in 3 anni questa amministrazione ci ha propinato, preferendo nei fatti dispensare poltrone piuttosto che mantenere un impegno verso gli elettori. Questi ultimi contano solo quando c’è da votare, e quindi ci aspettiamo nei prossimi due mesi ancora una marea di nuove promesse (spesso di fatto bugie) e qualche strada asfaltata per raccogliere un po’ di voti per le regionali.
Di questo passo la candidatura alla peggior amministrazione del dopoguerra è quasi d’obbligo.

Ultima modifica il Giovedì, 02 Aprile 2015 14:54

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