Palace srl, rischi noti all’amministrazione comunale In evidenza

quoteDopo le vicende di questi giorni approfondendo la lettura dei documenti in nostro possesso ci siamo soffermati sulla nota integrativa allegata al bilancio 2014 della Palace srl, dalla quale si evince che Sindaco, giunta e consiglieri di maggioranza hanno consapevolmente garantito una operazione che era altamente a rischio per le casse comunali, facendosi beffe degli avvertimenti lanciati dal M5S.

Da questa analisi è emerso che il Credito Sportivo ha richiesto una fideiussione al comune di oltre 2 milioni di euro a garanzia del mutuo da erogare, garanzia superiore del 10% rispetto al mutuo concesso. Oltre alla fideiussione il Credito Sportivo ha preteso dalla Palace srl  “la predisposizione di un piano attestato ex art 67 comma 3 lettera della Legge Fallimentare al fine di esentare tutte le operazioni poste in essere nell’ambito della operazione di finanziamento.” (Pag 8 della nota integrativa). In sostanza una azienda appena nata, con il solo scopo specifico di realizzare e gestire un palazzetto, era, per il Credito Sportivo tanto a rischio da richiedere oltre alla fideiussione pure una operazione prevista dalla Legge Fallimentare, prima ancora di poter cominciare l’attività stessa. Un piano attestato di risanamento che di fatto avrebbe garantito al Credito Sportivo una posizione privilegiata rispetto agli altri creditori e al riparo da qualunque azione revocatoria di terzi per il credito vantato.
Piano di attestato presentato in data 25/08/2014 dalla Palace srl, prima dell’affidamento dell’opera firmato dall’amministrazione comunale in data 4/09/2014.
Ricordiamo solo che i nostri brillanti amministratori per tutelarsi a loro volta, anzichè pretendere le fidejussioni previste per legge (D.Lgs. 163/2006), si erano limitati ad accettare delle ipoteche su beni personali del Mattucci, beni finiti sotto sequestro proprio in questi giorni.
La nota integrativa evidenzia in maniera dettagliata che il Credito Sportivo, pur conoscendo da poco tempo l'intera vicenda, aveva già fiutato i rischi e preteso quindi delle precise condizioni per tutelarsi. Invece la nostra amministrazione comunale, nonostante fosse parte cointeressata agli eventi, e quindi per forza di cose a conoscenza delle valutazioni e delle pretese del Credito Sportivo, non abbia posto la stessa cura nel tutelarsi e quindi proteggere gli interessi dei cittadini.
Alla luce delle clausole previste nella convenzione stipulata presumibilmente si dovrà procedere al recesso dalla stessa convenzione, nel qual caso il mutuo sarà interamente a carico del Comune. 
Per il M5S in questo caso si è violato il criterio di diligenza, criterio fondamentale nell’amministrare la cosa pubblica, definito nel modello del buon padre di famiglia. La gestione della cosa pubblica si dovrebbe fondare su una attività diretta alla tutela ed alla realizzazione di interessi collettivi senza pregiudicare la sicurezza economica del comune e senza arrecare un danno alla collettività.
Ci chiediamo a questo punto: i nostri amministratori comunali (Sindaco, giunta e consiglieri di maggioranza) avrebbero fatto la stessa operazione con i loro soldi personali?

Ultima modifica il Domenica, 11 Ottobre 2015 01:40

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